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SEO Cagliari Ritmo Digitale Stefano Mura

I 3 pilastri della SEO

Modificato il 18 Giugno 2021

INTRODUZIONE

Leggere questo articolo è importante a prescindere che tua sia un operatore del settore o un utente che vuole migliorare il posizionamento di un sito web all’interno delle SERP (pagine dei risultati dei motori di ricerca). Quando parliamo di motori di ricerca intendiamo evidentemente Google visto che ad oggi è il motore utilizzato da più del 90% degli utenti che effettuano ricerche sul web.

L’ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca (SEO: Search Engines Optimization) è un’operazione che richiede per il 20% competenze tecniche e per il restante 80% capacità di immedesimarsi nell’utente target del sito web da ottimizzare.

Il problema che in tanti sperimentano è infatti quello di continuare a effettuare ottimizzazioni sui contenuti e sulla struttura del sito senza ottenere mai i risultati previsti o sperati.

Oggi ti parlo di un approccio che ha come obiettivo prima di tutto quello di tranquillizzarti perché tutti come te sperimentano – o hanno sperimentato – la stessa frustrazione, e poi quello di indirizzarti verso una gestione più efficace del processo di SEO. Con questo intento ho identificato 3 pilastri fondamentali da mettere a fuoco durante l’ottimizzazione:

I 3 PILASTRI

Pilastro 1: Prima di tutto la qualità

A partire dal lontano 2003, con l’introduzione degli algoritmi “Dance e Florida”, Google ha iniziato a volgere lo sguardo verso la qualità dei contenuti, in particolare gli algoritmi hanno iniziato a premiare i siti che contenevano link di qualità e keywords inserite in modo “naturale” all’interno del contenuto.

Successivamente il nuovo approccio qualitativo ha continuato a evolversi fino a quando oggi possiamo affermare che la qualità dei contenuti è l’aspetto che conta maggiormente per Google. Questo cosa significa?

Innanzitutto facciamo un ragionamento a monte partendo da 3 domande che dovrebbero farti capire meglio di cosa sto parlando. Secondo te:

  • per un commerciante è più importante il numero di persone che transitano nella via del negozio o il numero di persone che entrano a fare acquisti?
  • per l’autore di un libro conta di più la quantità di persone riscontrata alla presentazione o quelle che comprano il romanzo in libreria?
  • è più importante che 10 utenti aprano la pagina del tuo articolo ed escano dopo aver letto la prima frase o che 3 presone leggano l’articolo per intero?

Sono certo delle tue risposte per cui vado subito al dunque. I “numeri” sono perfettamente inutili se non ci portano alcun vantaggio reale in termini economici o pratici.

Quindi concentrarci sulla QUALITA’ significa prima di tutto smettere di guardare il traffico generico che arriva al sito e iniziare ad analizzare metriche più importanti, come ad esempio la frequenza di rimbalzo delle pagine (BOUNCE RATE ossia la quantità di utenti che escono dalla pagina senza aver fruito del contenuto), che in parole povere suggerisce che quello che l’utente ha trovato non coincide con l’intento della sua ricerca.

Perciò STAI TRANQUILLO se gli ingressi sul sito non sono da capogiro e concentrati invece sulla qualità degli utenti che ci arrivano.

Detto questo, va da sé il motivo che ha portato Google a puntare maggiormente sulla qualità dei contenuti. Anche per il motore di ricerca se l’utente scappa dal sito vuol dire che i contenuti non sono all’altezza dell’intento della ricerca.

L’intento della ricerca è l’aspettativa dell’utente sui risultati quando inserisce la sua query di ricerca su Google. Ad esempio, se un utente cercasse “Scarpe” si aspetterebbe di trovare nei risultati una serie di siti generici, ma se cercasse “Scarpe da calcio” si aspetterebbe di trovare siti che parlano di scarpe da calcio, non di sneakers o scarpe da basket. Per non parlare dell’intento più interessante che esprimerebbe con la ricerca “scarpe da calcio acquisto”, la cui importanza è evidente.

Ecco, se con questi intenti di ricerca l’utente approdasse sul tuo sito e non trovasse quello che sta cercando se ne andrebbe immediatamente. Questo fatto è oggi di fondamentale importanza per Google che lo utilizza per penalizzare il tuo sito.

Ciò che devi fare è quindi assicurarti che il tuo contenuto sia di qualità e che rispecchi l’intento della ricerca. E’ perfettamente inutile riempire le pagine delle parole chiave “scarpe”, “scarpe calcio”, “scarpe basket”, “sneakers” etc., mentre è molto più utile creare singole pagine che soddisfino ognuna, e appieno, l’intento della ricerca dell’utente.

Uno dei sistemi più efficaci per interessare l’utente è utilizzare i video. Se poi questi risiedono anche su YouTube, che notoriamente appartiene ad Alphabet che è la proprietaria di Google, probabilmente daremo un aiutino in più al nostro posizionamento. Se gli utenti rimangono sul nostro sito, per Google significa che il nostro contenuto piace agli utenti e quindi il sito deve essere premiato nel posizionamento.

A questo punto avremo forse meno traffico generico, ma i nostri contenuti di qualità porteranno utenti di qualità e Google migliorerà il nostro posizionamento.

Pilastro 2: Strumenti

Un’analisi di base dei risultati ottenuti con l’ottimizzazione può essere effettuata anche manualmente o affidata a qualche software che si occuperà di farlo per te.

Se il tuo obiettivo è che la pagina dedicata alla vendita di scarpe da calcio scali le classifiche nei risultati di ricerca per la query “scarpe calcio”, ti basterà aprire una finestra anonima del tuo browser, collegarti a Google e, una volta inserita la query di ricerca, verificare il posizionamento della pagina e monitorare i miglioramenti nel tempo.

Se il tuo obiettivo è invece più complesso e devi monitorare più pagine sotto molteplici aspetti, esistono in rete decine di strumenti utili.

In particolare io utilizzo Ubersuggest disponibile in versione gratuita limitata o in versione premium.

Altri strumenti altrettanto utili che mi sento di consigliarti sono:

Pilastro 3: Pazienza

Già, la pazienza. Nella SEO non c’è nulla di più importante della pazienza. Questo perché per vedere i risultati della nostra ottimizzazione è spesso necessario attendere mesi. Diciamo che, se volessimo posizionare una pagina web su Google per una keyword non troppo inflazionata, per esempio “scarpe anti infortunistiche cagliari”, potremmo aspirare a vedere la pagina nelle prime pagine della SERP entro un mese. Ma se ci interessa posizionarci con una query string maggiormente satura, come ad esempio “creazione siti web”, forse non basterebbero sei mesi, sempre che i contenuti siano ben strutturati e di qualità e sempre che sia possibile entrare in classifica.

CONCLUSIONI

Riusciremo mai a posizionarci nelle prime pagine di Google?

Quello che alcuni operatori del settore dimenticano di dire ai propri clienti è che non è affatto detto che si riesca a posizionare un sito nelle prime pagine dei risultati di ricerca. Per alcune keywords è praticamente impossibile, anche facendo tutto come da manuale.

In questo caso esistono contromisure SEO che possono comunque aiutare a ottenere ottimi risultati, ma perché questo avvenga è necessario lavorare di ingegno, essere creativi, armarsi di pazienza e lavorare sodo con l’analisi e il monitoraggio. Qui entra in gioco quel famoso 80% di capacità di cui ho parlato nell’introduzione dell’articolo.

Per ora è tutto, spero di esserti stato utile.
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